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L’Ascesa Spirituale [ Parte Seconda ]

di Gary Kidgell

Se abbiamo successo nell’accedere e all’esprimere le energie dei piani di coscienza dell’Anima – Atma, Buddhi e Manas – riusciremo ad eliminare con successo queste componenti inferiori della nostra psiche attraverso il processo di trasmutazione. Gli Antichi Greci e Romani hanno creato le immagini degli dei del mondo sotterraneo, Ade/Plutone, i quali tenevano una cornucopia traboccante, rappresentando e simboleggiando così le ricchezze spirituali situate all’interno di questi regni. Solo gli eroi dei miti Greci erano capaci di emergere dall’Ade, intatti. H.P.B. parlando di ciò dichiarò:

“Qualsiasi persona che nell’antichità discendeva nell’Ade veniva chiamato un iniziato completo.”
Collected Writings XI, Wheaton, Illinois: Theosophical Publishing House 1889, p91.

La persona che emerge con successo dalla simbolica discesa all’interno dell’Ade diventa membro di un illustre gruppo che ha completato il suo viaggio. H.P.B. cita una serie di esempi comparativi che includono Gesù, Attis, Dionisio, Enoch, Ishtar, Krishna, Orfeo, e Persefone. Su queste basi potremmo accorgerci che la discesa nel mondo sotterraneo e l’ascesa della montagna sono inestricabilmente intrecciati.

La discesa e il ritorno vittorioso dal mondo sotterraneo, dove veniamo privati dei frutti della cornucopia di Ade, comporta il superamento del Guardiano sulla Soglia. Il Guardiano sulla soglia potrebbe essere descritto come la somma totale delle espressioni che la personalità ha creato durante le sue molte vite. In queste sono incluse le aggregazioni delle nostre paure, le passioni smorzate, gli aspetti indesiderabili e repressi del nostro carattere. Quando cerchiamo di scalare la montagna simbolica dell’iniziazione dobbiamo confrontarci e avere a che fare con il Guardiano sulla Soglia che blocca la porta dell’iniziazione a più alti stati di coscienza. E’solo superando la terza iniziazione che il Guardiano cessa di esistere, e viene rimpiazzato dall’Angelo della Presenza, o Angelo Solare, il quale è a guardia del portale dell’iniziazione.

Se ci siamo imbarcati nella simbolica discesa nel mondo sotterraneo e accediamo ai tesori spirituali situati all’interno della cornucopia di Ade troviamo dei requisiti fondamentali da avere, i quali ci permettono di ottenere un “passaporto” valido che dovrebbe renderci abili a negoziare in sicurezza il nostro passaggio. H.P.B. enfatizza il fattore della purezza come requisito imperativo per percorrere il sentiero. Lei dichiarò:

Prima di entrare in quel sentiero, devi distruggere il tuo corpo lunare [il corpo del desiderio], purificare il tuo corpo-mente e purificare il tuo cuore. Le acque pure della vita eterna, limpide e cristalline, con i torrenti fangosi della tempesta monsonica non possono mescolarsi.
The Voice of the Silence, (London, Theosophical Publishing Company, 1889) Pt I

La Ricerca del Santo Graal forma una parte del Ciclo delle vulgate, una serie di cinque volumi di prose, che descrivono la vita di Re Artù e la ricerca del Graal in modo spettacolarmente dettagliato. E’ stato questo lavoro che ha creato il virgineo cavaliere Galahad – un simbolo di purezza spirituale, eroismo, onore e virtù di un elevato grado.

In una delle avventure all’interno della simbolica Foresta Avventurosa – la mitica terra dell’inconscio – Galahad si avvicina al Castello delle vergini. Le Vergini, che risiedono nel castello simboleggiano le Virtù Cristiane, che vengono imprigionate e sorvegliate dai sette Cavalieri dell’Oscurità, che invece rappresentano i sette Peccati Capitali. Galahad deve sconfiggere i cavalieri e redimere il mondo, rendendo libere le vergini. Galahad combatte e finalmente riesce a sconfiggere i sette Cavalieri dell’Oscurità. I Sette Peccati Capitali della: lussuria; golosità, avidità; accidia; ira; l’invidia e l’orgoglio sono stati sconfitti. Un monaco diede a Galahad la chiave del Castello delle Vergini abilitandolo così all’espressione delle Sette Virtù: Prudenza, Temperanza, Giustizia, Coraggio, Fede, Speranza e Carità.

Similaralmente, quando percorriamo il sentiero, dobbiamo iniziare il processo di autoanalisi, riconoscendo le nostre lacune e le nostre limitazioni, mentre cerchiamo di trasmutare i nostri vizi in virtù. Attraverso l’applicazione della nostra volontà possiamo esprimere l’archetipo “dell’eroe” per effettuare la trasformazione.

Il codice morale di condotta descritto dalle linee guida Cristiane sono certamente requisiti fondamentali per percorre il sentiero spirituale. Proprio queste condizioni sono riflesse in tutte le religioni e pratiche esoteriche inclusi le “otto membra o rami o stadi dello Yoga” di Patanjali, dove troviamo le Yamas (virtù) e niyamas (vizi che devono essere eliminati).

Le yamas descrivono i requisiti dello sviluppo della non violenza e della compassione per ogni essere vivente; veridicità, non rubare (compreso ciò che non ci viene dato liberamente come il tempo e gli sforzi degli altri), controllo dei sensi (che comprende il disciplinare l’immaginazione, così che che non possa invocare la nostra natura di desiderio); e neutralizzare il desiderio per acquisire o accumulare benessere ed essere libero dagli attaccamenti. L’impermanenza e i cambiamenti sono solo nostre costanti mentre scaliamo la simbolica facciata dell’ascesa.

Le niyamas relazionate alla purificazione del corpo, delle emozioni e della mente, tramite le quali cerchiamo di eliminare le passioni, la rabbia, la lussuria, la delusione, l’avidità e l’orgoglio; la contentezza; l’uso disciplinato della nostra energia per connetterci con l’aspetto immortale del nostro essere; lo studio di sè stessi è il mezzo con il quale entriamo in relazione con un processo di autoanalisi, tramite la quale riconosciamo le nostre lacune e limitazioni mentre cerchiamo di trasmutare i nostri vizi in virtù; la celebrazione del riconoscimento spirituale dell’onnipresente, onnipotente, onnisciente forza che guida e dirige le nostre vite e l’intero processo evoluzionario.

La Teosofia enfatizza tre requisiti fondamentali che servono nel percorrere il sentiero – Studio, Meditazione e Servizio. I nostri studi dei Classici Occulti e i nostri regolari atti di meditazione ci servono per avvicinarci all’Anima, conferendoci maggiori capacità per esprimere i suoi intenti. Il fattore del servizio dovrebbe, anzi deve, essere al centro dei nostri sforzi. H.P.B. ci informa:

La natura svela i suoi segreti più intimi e impartisce la vera saggezza solo a chi cerca la verità per amore di questa, ricercando la conoscenza con l’intento di conferire beneficio agli altri, e non alla sua irrilevante personalità.
Lucifer, Theosophical Publishing Society, London, September 1890

Le sfide, e i riti di passaggio, con i quali si confrontano i Cavalieri ricercatori del Graal rispecchiano quello che noi incontriamo quando cerchiamo di ottenere un’ elevazione di coscienza, la quale aumenta la capacità di esprimere le nostre qualità spirituali innate. Le prove, e le tribolazioni degli eroi medievali, rappresentano gli eventi archetipali, o stadi, nel processo di trasformazione spirituale dove aspetti della nostra psiche devono essere trasformati, e dove echi del nostro passato devono essere negoziati nel momento in cui siamo uniti ed esprimiamo l’intento dell’aspetto immortale del nostro essere. In particolare, questo ci offre l’opportunità di imparare a crescere per il beneficio, non solo di noi stessi, ma di tutta l’umanità, e dell’intento di evoluzione universale, diventando così strumenti della Vita Una tramite la nostra Anima o Sè superiore.

Dovremmo sempre rimanere consapevoli che le prove e le sfide del sentiero spirituale, come simboleggiate dal ricercatore-cavaliere del Graal, e allo stesso tempo da tutti gli eroi del nostro mondo, appaiono nelle nostre vite sotto differenti forme. Potrebbero rispecchiarsi nella nostra vita familiare, sul nostro posto di lavoro, nelle nostre carriere, nelle richieste finanziarie che ci vengono poste, come nei nostri sforzi nel compiere atti di servizio spirituale. E’ importante essere consapevoli che se stiamo affrontando uno scenario archetipale, che ci sta mettendo alla prova nella nostra vita, e lo eludiamo, è molto probabile che riapparirà ancora sotto una differente forma. La paura è un anatema per l’aspirante spirituale. Le sfide rappresentano opportunità che ci offrono di esprimere “l’archetipo dell’eroe” mentre simultaneamente ci forniscono lezioni di vita di valore incalcolabile.

Quando percorriamo il sentiero spirituale, è importante per noi essere consapevoli che i nostri sforzi non avvengono mai invano. Mentre l’Anima mette alla prova la nostra dignità come suo strumento di espressione e simultaneamente scarica il nostro accumulo di karma a una velocità più rapida, noi dovremmo rimanere consapevoli che i nostri sforzi attraverso il sentiero del nostro sviluppo ed espressione spirituale, non vengono mai persi. Noi stiamo effettivamente depositando nella “banca cosmica” degli atomi permanenti dell’Anima – le fondamenta del nostro “DNA spirituale” che troviamo sui livelli di Atma, Buddhi e Manas. I nostri sforzi nell’esprimere le qualità della nostra Anima vengono qui archiviate per usi posteriori, sia nella nostra vita corrente, sia nelle incarnazioni successive.

Attraverso i nostri sforzi nel percorrere il sentiero, cerchiamo di allineare la nostra coscienza con l’intento dell’Anima – un aspetto della coscienza planetaria – il Logos Planetario. Essenzialmente, questo è il processa dello Yoga, dove attraverso l’Anima “soggioghiamo” effettivamente la nostra coscienza alla “coscienza del grande essere” del quale noi siamo parte. Quando effettuiamo la trasformazione spirituale, avviene un trasferimento di energia tra i Chakra inferiori e le loro controparti superiori, quando noi persistiamo nelle nostre discipline spirituali, parallelamente le energie dell’Anima vengono incrementate e immesse all’interno dell’aura attraverso la pratica di discipline spirituali.

Possiamo poi contribuire all’evoluzione dell’essere planetario e solare dei quali facciamo parte, i quali stanno intraprendendo lo stesso auto-processo a livelli considerevolmente più alti della scala evolutiva. Il processo dello Yoga avviene a vari livelli nel nostro universo, a livello umano, planetario, solare e oltre.

Persistendo nella nostra ricerca spirituale, sforzandosi costantemente di accedere ed esprimere le qualità archetipiche simboleggiate dalla ricerca del cavaliere del Graal, dovremo definitivamente raggiungere le più alte iniziazioni e funzioni con sempre maggiore potere spirituale, come agente del piano evoluzionario. Come gli scritti teosofici enfatizzano, percorrere il sentiero spirituale è un processo davvero arduo e provante. Quando intraprendiamo la scoraggiante discesa nel mondo sotterraneo in concomitanza con la nostra simbolica ascesa della montagna, le seguenti parole di H.P.B. sono di incommensurabile valore:

“C’è una strada, ripida e spinosa, irta di pericoli di ogni genere, eppure una strada, e conduce al cuore stesso dell’Universo: posso dirti come trovare coloro che ti mostreranno la porta segreta che si apre solo dall’interno, e si chiude velocemente dietro il neofita per sempre.
Non c’è pericolo che un coraggio intrepido non possa vincere; non c’è prova che la purezza immacolata non possa superare; non c’è difficoltà che un forte intelletto non possa superare.
Per coloro che vincono in avanti, c’è una ricompensa oltre ogni dire – il potere di benedire e salvare l’umanità; o quelli che falliscono, ci sono altre vite in cui può arrivare il successo.”

H.P. Blavatsky, Collected Writings XIII, Wheaton, Illinois: Theosophical Publishing House 1890-91, p219.

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