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Perseo, Pegaso e Medusa [Parte Prima]

L’articolo che segue è un adattamento tratto da “Miti di Eroi Greci: Simboli di trasformazione” di Gary Kidgell.

Medusa by Caravaggio (1595-8), Uffizi Gallery, Florence.

Medusa al tempo era una fanciulla affascinante vanesia dei suoi splendidi capelli. Essa giacque con Poseidone nel tempio di Atena, mentre altre versioni del mito dicono che Poseidone l’avrebbe stuprata. Così come punizione la dea trasformò i suoi magnifici capelli in orribili serpenti rendendo la sua faccia così terribile che il più semplice sguardo ad essa avrebbe trasformato chiunque in pietra.

La Gorgone è una rappresentazione simbolica delle profondità primordiali della psiche umana, rappresentando così le terribili prove a cui l’eroe archetipale è soggetto come mezzo per soddisfare i requisiti della ricerca spirituale. La sua terribile faccia mette in guardia il profano a non violare i misteri della dea. La perdita della bellezza serve come monito agli effetti psicologicamente pietrificanti della vanità, dell’invidia, della gelosia e della tracotanza.

Medusa ha denti e lingua sporgenti mentre i suoi capelli sono formati da serpenti che si contorcono e guardando direttamente il suo volto si viene trasformati in pietra. Un tale incontro rappresenta i più bui e terrificanti aspetti del viaggio evolutivo che la monade intraprende all’interno del regno della Dea. Qui non ci si confronta solo con le terrificanti esperienze collettive dell’esistenza umana, ma anche con le proprie ombre più profonde situate all’interno delle stanze sotterranee della psiche. L’effetto che può produrre questo confronto è la pietrificazione e l’annichilimento.

Nei miti Greci l’eroe è sempre assistito nella sua ricerca dagli Dei del Pantheon Olimpico. Questi sono la rappresentazione archetipale delle forze che assistono la persona quando sta percorrendo il sentiero spirituale. Ermes dette a Perseo una spada adamantina, alcune versioni dicono che fu Zeus a darla all’eroe, come mezzo per decapitare Medusa. Questa simbolizza “la spada della mente” e la sua capacità di discriminare fra ciò che è reale e ciò che è irreale. Questo dà la capacità alla persona di liberare se stesso dagli effetti di kama-manas e dai contenuti dell’ inconscio inferiore che blocca il fiorire spirituale.

Atena invece fornì Perseo di uno scudo lucido il quale sarebbe servito come specchio, questo rese l’eroe capace di guardare la Gorgone in modo indiretto evitando così di essere trasformato in pietra. Come abbiamo visto Atena rappresenta il mistico e sopranaturale supporto dell’essenza della Dea stessa, che in questo caso si manifesta attraverso lo scudo-specchio che ella fornì a Perseo. Infatti in questo contesto lo scudo-specchio rappresenta le sue forze/qualità di riparo e protezione.

Come mezzo per completare la sua ricerca, Perseo deve ottenere un paio di sandali alati ed una borsa magica che possa contenere la testa decapitata della Gorgone. Dovrà poi acquisire anche lo scuro elmetto dell’invisibilità che appartiene ad Ade. Questi oggetti sono in possesso delle Ninfe dello Stige la quale posizione è conosciuta solo dalle sorelle Graie, tre streghe dai capelli grigi che possedevano solo un occhio e un dente che condividevano tra loro.

Le Graie sono figlie delle divinità del mare Forcide e Ceto, i quali dimoravano vicino ai reami del mondo sotterraneo di Ade. Le Graie simboleggiano le forze del fato che viene imposto a coloro che non sono capaci di resistere alle forze del mondo inconscio inferiore, includendo gli effetti del Guardiano sulla Soglia. Su queste basi l’occhio singolo passato fra di loro rappresenta la mancanza di intuizione e visione, mentre il singolo dente che condividono simbolizza la mancanza di nutrimento spirituale comune a questi livelli di coscienza.

Sotto la guida di Ermes, Perseo arriva ai piedi del Monte Atlante dove le Graie vivevano. Qui l’eroe osservò da distante come le sorelle si scambiavano a turno sia l’occhio che il dente. Grazie a questo Perseo realizzò che le Graie diventavano cieche nell’attimo di transizione dell’occhio da una sorella all’altra. Così durante il passaggio dell’occhio da una sorella all’altra l’eroe gli rubò l’occhio e attraverso la minaccia di lasciarle cieche per sempre chiese le informazioni che gli servivano per trovare le Ninfe dello Stige. Sotto questa minaccia Le Graie rivelarono il luogo a Perseo che gli ridette l’ occhio indietro e infine proseguì per la sua strada.

Perseo nell’atto di osservare le sorelle da un certa distanza, prima di prendere l’occhio, ci mostra il necessario distacco, discriminazione e coraggio richiesti per procedere oltre nella sua ricerca. Quando una persona percorre il sentiero spirituale dovrebbe mostrare proprio queste qualità confrontandosi sia con le energie personali e collettive del basso piano astrale e del basso inconscio, con tutto ciò che questo comporta. E’ proprio conquistando il singolo occhio delle Graie che Perseo scopre il luogo dove si trovano le Ninfe dello Stige all’interno del Regno di Ade.

Allo stesso modo quando la persona cerca di realizzare il processo archetipico della trasformazione spirituale si trova a doversi confrontare e negoziare con successo con gli aspetti della propria natura inferiore, prima di poter accedere agli strumenti necessari per procedere ulteriormente nel proprio viaggio evolutivo. Nel mito di Perseo le Graie funzionano da “guardiano sulla soglia” come descritto da Campbell nel libro “L’eroe dai mille volti”. Questo viene superato se una persona ha accesso alle “doti magiche” relazionate alle energie-forze dei piani spirituali di coscienza. In questo caso le doti magiche sono sotto la custodia delle Ninfe dello Stige, la quale posizione viene accertata da Perseo solo grazie alla sua abilità di negoziare con successo con le Graie.

Le Ninfe dello Stige danno a Perseo i sandali alati di Ermes. Questi simboleggiano la capacità di una persona nel compiere “viaggi all’interno della coscienza” dove potremmo trovare la possibilità di trascendere i livelli della mente inferiore e i suoi limitati gradi di percezione

Nel vincere in astuzia le Graie, Perseo acquisisce il giusto accesso a queste capacità. Le ninfe danno inoltre all’eroe una borsa magica nel quale mettere la testa della Gorgone una volta che sia stata rimossa, perchè questa aveva il potere di trasformare le persone in pietra anche dopo essere stata staccata. Questa sacca permise a Perseo di prevenire questa conseguenza e di trasportare in sicurezza le testa di Medusa. Essere fornito della borsa magica rappresenta l’intuizione necessaria, la purezza spirituale,  la volontà richiesta di negoziare e vincere con successo le forze del piano astrale. Queste potrebbero successivamente essere appropriatamente controllate e utilizzate in modo che non impediscano alla persona di accedere ed esprimere le qualità dell’Anima.

Assieme ai precedenti doni Perseo ricevette anche l’elmetto dell’invisibilità che apparteneva ad Ade. L’acquisizione dell’elmetto di Ade il quale rende Perseo invisibile, simbolizza l’abilità dell’aspirante spirituale di poter funzionare sul livello soggettivo della psiche in modo da poter osservare e trattare gli aspetti istintuali e inferiori della psiche, sia personali che collettivi, senza esserne influenzato. Questo è il simbolismo della persona che ha avuto successo attraverso il processo di raffinamento e purificazione, per vibrare ad una frequenza ben oltre a quella contenuta nel basso inconscio. In questo modo, la persona si rende invisibile agli abitanti di quei regni dell’essere e questo può avvenire solo quando una persona possiede sufficiente purezza e forza di discriminazione.

La Gorgone risiede all’interno di una caverna, la quale rappresenta le profondità della psiche. A Perseo è richiesto di decapitare Medusa e mettere la sua testa all’interno della borsa magica. Questo dimostra i requisiti richiesti alla persona di superare gli effetti dell’inconscio inferiore e di rimanere poi libero dagli effetti del Guardiano sulla Soglia e le relative forze legate ai sottopiani inferiori dei bassi piani del piano astrale. L’aspirante spirituale raggiunge questo risultato assoggettando queste forze alla propria volontà, purificando le vibrazioni dei propri vari corpi e rifiutando il contatto con qualsiasi pensiero proveniente da questi piani nei livelli inferiori della coscienza.

Quando Perseo arriva all’isola, usa lo scudo fatto a specchio che gli fornì Atena sia per coprire i suoi occhi ma anche come strumento di navigazione nel caso lui avesse raggiunto la caverna dove Medusa risiedeva. Perseo affrontò la Gorgone e vedendo il suo riflesso invece di guardarla direttamente, riuscì così a tagliare la sua testa. Subito dopo aver decapitato Medusa, Pegaso il cavallo alato apparì dalla testa mozzata. Perseo mise la testa decapitata nella bisaccia magica e prese il volo con le sorelle di Medusa “Steno e Euriale” che cercavano di seguirlo. Tuttavia l’elmetto di Ade rese l’eroe invisibile e riuscì così a scappare.

Quando prendiamo in considerazioni le capacità di Perseo di vincere Medusa, la cosa più importante da considerare è il simbolismo dello scudo regalato all’eroe da Atena. Questo funzionava come uno specchio, rendendo così capace l’eroe di vedere l’orribile volto della Gorgone senza essere trasformato in pietra. Lo specchio permette alla persona di vedere aspetti di se stesso che altrimenti non potrebbero essere percepiti.

[ Parte Seconda ]

Traduzione a cura di Matteo Benacchio e Claudia Becagli