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Venere, Gemelli e gli Occhi [Parte Seconda]

L’occhio umano per molti motivi è il più esoterico degli organi. La sua forma, la sua struttura e le sue funzioni sono simboli di profondo significato interiore.
Lo sviluppo dell’occhio si svolge parallelamente alla regressione della ghiandola pineale. L’uomo sviluppandosi progressivamente nella materia, sviluppa un corpo sempre più grossolano adatto all’interazione col mondo materiale, gli occhi di conseguenza adattano , organizzano e specializzano le loro funzioni rispetto a questo. La ghiandola pineale che corrisponde all’occhio interiore via via si è ritirata dal contatto col mondo esterno, rimanendo comunque funzionale a livello di ghiandola endocrina.

eyesL’anatomia dell’occhio è molto sofisticata, tecnicamente assomiglia al funzionamento della macchina fotografica (non quella digitale!) ma l’uomo codifica le forme, i colori, la luce tramite il cervello che registra e memorizza l’informazione che dovrà poi essere compresa, l’uomo comune compie questo procedimento attraverso la personalità o ego e l’uomo più evoluto lo farà attraverso l’Anima.

Quando parliamo della percezione del colore ci sono tre elementi che entrano in gioco: la luce, l’oggetto e l’osservatore. Ciò origina con la stimolazione delle cellule coniche nella retina dell’occhio umano mediante le radiazioni elettromagnetiche nello spettro visibile che sotto forma d’impulso elettrico, vengono interpretate dal cervello.

La luce è una radiazione elettromagnetica che esiste all’interno di una determinata porzione dello spettro elettromagnetico e generalmente si parla di quella visibile all’occhio umano. Quando la radiazione presente in questa parte visibile dello spettro colpisce l’occhio, il cervello è in grado di percepire luce e colore. Ma sappiamo che esiste una gamma di frequenze che possono essere visibili quando la coscienza si espande ed in ogni caso ciò che percepiamo normalmente è assolutamente soggettivo, legato ai condizionamenti esterni, e alla non-consapevolezza di come funziona il corpo fisico e di ciò che siamo realmente.

spectrumQuesta è un’ altra delle prime distinzioni da fare, quando si parla di colore, consiste nel comprendere due diverse modalità, definite SINTESI, che vanno a determinare le mescolanze dei colori. Questi due “sistemi” sono definiti SINTESI ADDITIVA e SINTESI SOTTRATTIVA.
Per sintesi additiva, si intende la mescolanza dei colori primari prodotti dalla luce, rosso, verde e blu (conosciuti come RGB, Red, Green, Blue) che sommati fra loro creano la luce bianca e, mescolati in differenti porzioni sono in grado di creare tutto lo spettro di colori da noi percepiti.
Con sintesi sottrattiva ci riferiamo ai colori primari dei pigmenti, che sono la caratteristica principale della materia. Ogni sostanza materiale, ogni superficie, ogni oggetto, assorbe in maniera selettiva solo alcune lunghezze d’onda della luce e a sua volta ne riflette altre.
Il pigmento che viene percepito è perciò determinato dai colori sottratti dalla luce bianca che percepiamo. I colori principali della sintesi sottrattiva sono CIANO, MAGENTA, GIALLO (CMY) e con la somma dei tre si ottiene il nero (K). Il risultato della totale sottrazione dei colori al pigmento va quindi a creare il nero.

 

cmy-idea.-versionUn altra particolarità che sembra creare un gioco di illusioni è quella del punto cieco. Ogni essere umano per conformazione naturale ha un punto cieco nel campo visivo: la parte d’immagine che manca viene ricostruita deducendola da ciò che si vede intorno. Questa piccolissima zona ha una dimensione di circa 1.5 mm ed è situata nel punto in cui convergono i nervi ed i vasi sanguigni della retina, così che questo punto non è sensibile alla luce e rimane senza informazioni. Ciononostante, il cervello riesce a ricostruire l’immagine mancante attraverso un processo chiamato “filling in” (riempimento). Questo è un processo soggettivo, sensibile al nostro bagaglio genetico, alle interazioni tra noi e l’ambiente che ci circonda ed in base alle nostre conoscenze ed esperienze:
ciò che è percepito è diverso dall’oggetto esterno che rappresenta. Questa interpretazione non solo ricostruisce la parte mancante, ma mette in atto una serie di compensazioni che creano un vero e proprio ”inganno visivo” riguardo a luce e colore.

“…Nessun occhio naturale, nemmeno quello più allenato, è garantito contro l’illusione del colore. Colui che pretende di vedere i colori indipendentemente dalle loro variazioni illusorie inganna solo se stesso, e nessun altro.” (Interazione del colore, Joseph Albers 1963)

Grazie all’illuminazione di Venere si può comprendere ciò che vediamo, discriminare il reale dall’irreale e per analogia ciò che accade con la vista e la visione accade per la consapevolezza di tutto il nostro essere.

Sappiamo che il mondo materiale che ci circonda e di cui siamo parte è costituito di elementi grossolani tangibili, ma è anche compenetrato da una materia eterica non visibile normalmente ma che tutto collega ed energizza. La saggezza antica ce la descrive attraverso varie vie, ma ad oggi ci sono anche studi scientifici che confermano la sua esistenza. Il primo a pubblicare delle ricerche al riguardo fu il Dr. Walter Kilner intorno al 1920, il quale non era un occultista e non aveva mai sentito parlare di materia eterica, ma grazie alle sue ricerche potè distinguere tre diversi strati di materia sottile che s’irradiavano dal corpo. Condusse vari esperimenti non solo sull’Aura ma anche sulla gamma dei colori che l’occhio umano può percepire. Successivamente negli anni ’30 il russo Kirlian attraverso altri esperimenti mise a punto uno strumento per fotografare l’aura, o campo energetico.

Vista, visione, illuminazione

La capacità di distinguere, vedere e quella di capire ed interpretare ciò che captiamo con l’occhio non è che una visuale, una prospettiva, ma quando la coscienza e la consapevolezza si espandono e crescono, tutti i sensi si raffinano, l’occhio interiore si attiva. Tutto si illumina grazie al collegamento del ponte Antakarana. L’uso del simbolo e dell’analogia diventa un sistema di linguaggio, base che rende possibile la comunicazione tra i Regni, iniziando da noi stessi. Le tecniche per favorire questa crescita si basano sulla pratica della meditazione, della concentrazione, della respirazione completa (respiro yogico completo), del giusto rilassamento, dieta equilibrata, esercizio fisico, dell’uso dell’analogia. A questo punto sorgono le esperienze di luce divina e di illuminazione, dove il senso di unione con il tutto ci pervade, la percezione spazio-tempo è sospesa, e la sensazione di saggezza e serenità ci riempie con una pace infinita.

L’Uomo è in grado di evolversi in sé, per gli altri e per il Logos Solare in cui vive, consolidando il ponte arcobaleno, grazie al quale si riversano in lui quelle forze evolutive che Socrate e Platone chiamavano “Verità, Bellezza. Bontà”.

Durante la meditazione viene evocata l’energia del fuoco alchemico, cioè l’energia del sinergismo, entriamo in contatto con il nostro centro e quello divino, entriamo in rapporto con l’essenza della nostra vera natura che è costituita dai Tre Fuochi Solari, conservati nei tre centri della testa che come l’energia pranica sono sempre in movimento (Gemelli), si acquisiscono e si donano, in un continuum, utilizzandoli nel servizio all’umanità: nella guarigione, nell’insegnamento e nella guida (esempio d’ispirazione per gli altri) delle masse, l’ego stesso è trasformato e non vive più di compiacimento ma come una funzione di collegamento (tenendoli assieme) tra i corpi fisici e spirituale per completare la nostra esistenza in questa dimensione. L’Ego o personalità diviene lo strumento per mantenere in equilibrio il nostro tempio del nostro corpo, dove è custodita l’anima assieme al suo eterno compagno.

Claudia Becagli – 2021

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